Sono sempre più comuni, ne soffre almeno 1 persona su 5, e il loro fastidio è indiscusso. Le afte, piccole piaghe che si manifestano all’interno di bocca, guance, labbra, gola o lingua, sono responsabili di dolori mentre si mangia, si beve o ci si lava i denti. Sono conosciute anche come stomatiti e non vanno confuse con l’herpes simplex. Mentre le vesciche da febbre, o herpes, sono contagiose, le ulcere orali non possono essere trasmesse, anche se si è notata una certe tendenza alla diffusione all’interno di uno stesso nucleo familiare.

Molti sono i fattori che possono provocare le afte, a partire dalla dieta: sono più a rischio le persone che hanno carenza di acido folico, vitamina B12 e ferro. Ma le afte possono derivare anche da un morso sul labbro, da un lavaggio di denti eccessivamente forte, nonché da stress emotivo. Le afte, inoltre, possono indicare un problema al sistema immunitario e possono durare anche due settimane, con picchi di dolore acuto nei primi 3 o 4 giorni.

Per curarle, si può ricorrere ad alcuni rimedi naturali, come l’applicazione di una bustina bagnata di tè sulle ulcere oppure si può utilizzare il tea tree oil e l’echinacea per fare sciacqui sotto forma di tintura madre. Ma anche l’aloe può essere usata sotto forma di gel e applicata localmente, in modo che possa svolgere un’azione antinfiammatoria, portando alla formazione di una specie di pellicola protettiva.

Nei casi più difficili, invece, si consiglia di ricorrere a farmaci da banco seguendo le indicazioni del medico e del proprio dentista, evitando, al tempo stesso, di mangiare o bere almeno a 30 minuti dall’applicazione del medicinale, per essere sicuri che non venga immediatamente lavato via e abbia il tempo per agire.

E una volta guariti, meglio rivolgersi al proprio dentista per verificare lo stato di salute dell’intero cavo orale.

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