Ciuccio sì o ciuccio no? Il dilemma, emotivo e ortodontistico, è aperto. Indubbio l’effetto calmante del magico aiutante pronto a intervenire quando il bimbo piange o fa i capricci. Ma i denti cosa ne pensano? Ahinoi, l’uso o meglio l’abuso del ciuccio potrebbe comportare dei rischi per la dentizione futura. Vediamo come.

  • Quando l’utilizzo del ciuccio diventa compromettente? Dopo i 18 mesi: il ciuccio è un ottimo rimedio per i primi mesi di vita del bambini, in quel caso, non vi sono danni alla dentizione. L’arcata dentale, invece, potrebbe risentirne dai 18 mesi in poi. A partire da questa data è meglio ridurne l’utilizzo, per poi eliminarlo definitivamente alla soglia dei 2 o massimo dei 3 anni.
  • Cosa accade se supero tale data? L’uso prolungato del ciuccio (o del biberon) potrebbe causare delle malocclusioni, con conseguenti anomalie di sviluppo e di posizione dei mascellari e dei denti. Nei primi anni di vita, infatti, le ossa facciali si sviluppano in continuazione e dare un input sbagliato può causare danni futuri.
  • E per la deglutizione? Anche in questo caso, il ciuccio potrebbe creare dei problemi. I bambini che lo usano molto continuano a portare avanti una deglutizione di tipo infantile, sviluppando il cosiddetto morso aperto: il ciuccio, infatti, ostacola la corretta crescita degli incisivi e dei canini la lingua si interpone fra le arcate, perpetuando la modalità di deglutizione del lattante. Una condizione che provoca problemi di respirazione con conseguenze anche gravi che possono rimanere per tutta la vita.
  • Cos’è invece il morso crociato? È un’altra conseguenza dell’uso smodato del ciuccio: provoca un’inversione dei normali rapporti trasversali fra le arcate dentarie, di modo che la superiore si colloca sull’inferiore come un coperchio troppo piccolo su di una scatola troppo grande (“morso crociato” o “morso inverso”). In questo caso, la mandibola può dover deviare lateralmente per realizzare la massima chiusura, con il rischio di un accrescimento asimmetrico della mandibola stessa e, quindi, di un’asimmetria del viso.
  • E per l’igiene? Il ciuccio può rappresentare un veicolo di infezioni tanto che alcune ricerche indicano una maggiore incidenza di candidosi orale nei bambini che lo usano.
  • E se al posto del ciuccio, mio figlio usasse il pollice? È anche peggio: il dito esercita una pressione più intensa sui denti e sul palato, è più ingombrante ed è più difficile togliere.

Dunque, nessun danno se il ciuccio è usato nei tempi debiti e con moderazione, a patto, ovviamente, che non sia unito a sostanze zuccherate, come il miele, che potrebbero causare carie e abituare il bambino a sapori diversi dal latte materno.

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