Quando si parla di salute universale, l’Italia gioca sicuramente in vantaggio rispetto a molti altri Paesi, ma anche il nostro sistema sanitario nazionale è migliorabile, specialmente per quanto riguarda la tutela dell’equità nella salute delle categorie più svantaggiate. In occasione del World Health Day 2018 è prevista la pubblicazione di una serie di analisi sulla copertura sanitaria in 25 Stati, i cui risultati verranno presentati a giugno 2018 a Tallinn in occasione del meeting “Health Systems for Prosperity and Solidarity: leaving no one behind”.

La giornata, infatti, è un’occasione per promuovere a livello globale la riflessione su argomenti cruciali di salute pubblica che interessano la comunità internazionale, lanciando, su tali argomenti, programmi a lungo termine. Non è quindi un evento che si riduce ai lavori di un giorno, ma è ogni volta il punto di partenza di un percorso mirato a migliorare le condizioni di salute in tutto il mondo. Anche quest’anno, quindi, i decisori di tutto il mondo saranno chiamati ad adoperarsi concretamente per raggiungere –o almeno facilitare il raggiungimento dell’obiettivo della copertura sanitaria universale, in modo da garantire a ciascuno e in ogni luogo, come concordato dai Paesi aderenti ai Sustainable Development Goals (2015), servizi sanitari di buona qualità e senza barriere economiche, in presenza delle quali le persone sono costrette alla scelta forzata tra assistenza sanitaria e altri bisogni primari. Nessuno, infatti, dovrebbe dover trovarsi di fronte a una simile scelta.

Ma cosa significa in questo caso “universale”?

  • progressi per tutti, senza discriminazioni e senza lasciare nessuno indietro;
  • in tutti i Paesi, non solo in quelli che già hanno una condizione soddisfacente;
  • sistemi sanitari progettati intorno alle persone e non alle malattie;
  • la giusta cura, nel posto giusto, al momento giusto, sempre;
  • con pagamenti relazionati alla capacità di reddito delle persone (l’OMS raccomanda che i Paesi riducano i pagamenti in capo ai loro cittadini mantenendoli al di sotto del 15% della spesa totale per la salute);
  • senza che nessuno debba scegliere tra assistenza sanitaria e altri bisogni di base.

Inoltre, il 7 aprile per l’Italia è una giornata ancora più speciale per il nostro Paese perchè in questa data si celebrano i 40 anni del Servizio sanitario nazionale, istituito con la legge 833 del 23 dicembre 1978. La giornata rappresenta dunque l’occasione per richiamare l’attenzione anche del nostro Governo su una tematica tanto importante.

Se volete saperne di più, cliccate sul sito dell’Oms per trovare tantissime informazioni e report. E ricordate, obiettivo: “Healthforall” “Salute per tutti”.

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