Ma tutte queste funzioni vengono eseguite correttamente, solo se la saliva gode di un pH neutro, con valori fra 6.5 e 7.5. Se il pH, invece, si sposta in maniera persistente verso un’acidità o una basicità eccessive, la bocca è più esposta a malattie, lo smalto è più attaccabile dai batteri e anche in assenza di altri fattori di rischio per la carie, diventa opportuno pensare a sigillature sui molari. Ecco perché molti dentisti consigliano il test del pH salivare anche nei più piccoli per capire se la bocca è più o meno a rischio carie e gengiviti.

Ma quanta saliva produciamo al giorno? Di norma, il corpo secerne fino a 0,94 - 1,9 litri. Solitamente, la secrezione è maggiore nel tardo pomeriggio e si riduce nel corso della notte. In alcuni casi, può essere scarsa o eccessiva.

Nel primo caso, la bocca diventa molto secca, crea disagio a carico di gengive, lingua e altri tessuti presenti nella bocca, favorendo la comparsa di alito cattivo. La secchezza del cavo orale, inoltre, aumenta le probabilità di sviluppare carie dentarie, malattie a carico delle gengive (periodontali) e alterazioni del gusto. Ma a tutto c’è un rimedio: si può bere molta acqua, masticare gomme o succhiare caramelle senza zucchero, o ricorre al dentista per i casi più persistenti utilizzando finanche liquidi o spray di saliva artificiale.

Una secrezione eccessiva di saliva, invece, può rientrare nella normalità, ad esempio se si mangiano cibi molto piccanti o molto amari (gli alimenti acidi tendono a causare la secrezione di maggiori quantità di saliva rispetto ai cibi dolci), o essere dovuta a iperattività di una o più ghiandole salivari o a problemi di deglutizione. Se così fosse, è consigliabile consultare il medico poiché potrebbe essere la conseguenza di una malattia pregressa o trattarsi dell'effetto collaterale dovuto all'assunzione di un farmaco.