L’effetto non è positivo e i rischi sono numerosi. I piercing orali e in particolare piercing sulla lingua possono scheggiare e rovinare i denti a causa della consistenza del materiale del piercing che è più duro rispetto allo smalto dentale, e possono finanche danneggiare le ghiandole salivali, portando alla perdita del senso del gusto. I denti, inoltre, possono fratturarsi per via del contatto con il piercing e possono verificarsi emorragie, gonfiore e infezioni.

Alle gengive, per altro, non piace il contatto con un oggetto di metallo tanto che i piercing orali possono provocare una vera e propria recessione gengivale, malattia che determina lo spostamento in senso apicale del margine gengivale che a contatto con il metallo crea una linea nera al di sotto della corona.

Non solo, la recessione gengivale è strettamente collegata con la periodontite, un altro problema ai denti molto grave. Le gengive, infatti, una volta indebolite, sono più soggette all’infiammazione e all’infezione e i batteri sulla superficie dei piercing contaminano il cavo orale.

E non è da meno il piercing alle labbra che può provocare un’infiammazione della mucosa interna delle guance o delle labbra, che a sua volta può determinare un’otturazione di una ghiandola salivare con un accumulo di saliva e un’infiammazione della mucosa molto dolorosa.

Entrambi i piercing possono causare problemi di deglutizione, di masticazione e di pronuncia, oltre alla produzione in eccesso di saliva, a danni permanenti alle papille gustative o alla rottura dei denti. Per questo, se si dovesse formare del pus nella lingua, bisogna agire celermente per ridurre il gonfiore e combattere l’infezione formatasi il prima possibile. E in ogni caso, è consigliabile far controllare periodicamente un piercing metallico tipo acciaio chirurgico, niobio o titanio, e chiedere consiglio a un esperto prima di farselo impiantare.

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